Ebbene sì, arrivo con un mese (quasi) di ritardo nella mia
recensione a Sanremo, ma chissene.
Se proprio volete dare la colpa a qualcuno, prendetevela con Signora Pigrizia, mia fedele compagna di vita, che non mi lascerà mai e poi mai.
Innanzitutto, lasciatemelo dire: Sanremo non è Sanremo senza lo stacchetto di Pippo Baudo. Quella sigla è un po’ come l’inno italiano, un’icona che non tramonterà mai, che verrà ricordata dalle generazioni future e in un futuristico gioco tipo Sarabanda, beepperanno il pulsante per dire che quella musichetta è Sanremo.
Quest’anno ne ho sentito la mancanza.
Fabio Fazio e la Littizzetto però sono stati bravi a condurre un Festival di qualità:
Chapeu.
Plauso alla Litti, che nella prima serata era agitatissima, ma si è poi ripresa alla grande, unendo la comicità con temi di attualità, come la violenza sulle donne; solo una critica: Lucianina, potevi anche vestirti meglio!
Ma vabbè, de gustibus.
Di questo Sanremo ricorderò:
- gli Elii (secondo posto meritatissimo) con i loro travestimenti e la canzone mononota;
- Mengoni perché lui è sempre figo, anche con un sacco di iuta e la sua interpretazione di Tenco;
- la coppia gay (è un po’ come il tizio che voleva buttarsi dall’impalcatura all’epoca di Pippo Baudo);
- ospiti illustri ma sorry…sconosciuti al grande pubblico (ripeto, ammiro la qualità);
- il balletto di Malika AyanE in “Cosa hai messo nel caffè”;
- La farfalla gigante della Littizzetto;
- il momento trash di Toto Cutugno, Littizzetto, Fazio e Armata rossa che cantano “L’Italiano”.
Meh. Viva l’Italia. E viva Sanremo.
Perché Sanremo è Sanremo. Parapa.
Very xD
Se proprio volete dare la colpa a qualcuno, prendetevela con Signora Pigrizia, mia fedele compagna di vita, che non mi lascerà mai e poi mai.
Innanzitutto, lasciatemelo dire: Sanremo non è Sanremo senza lo stacchetto di Pippo Baudo. Quella sigla è un po’ come l’inno italiano, un’icona che non tramonterà mai, che verrà ricordata dalle generazioni future e in un futuristico gioco tipo Sarabanda, beepperanno il pulsante per dire che quella musichetta è Sanremo.
Quest’anno ne ho sentito la mancanza.
Fabio Fazio e la Littizzetto però sono stati bravi a condurre un Festival di qualità:
- buona musica (ehm, fatta eccezione per i Modà…sorry, per tutte quelle che si professano fan sfegatate: l’orchestra di Sanremo non può suonare il Nabucco di Verdi e venti minuti dopo la musichetta dei Modà, oltretutto una copia un po’ più lenta della canzone vincitrice dell’anno passato…giuro, mi aspettavo che Emma uscisse da un momento all’altro gridando “Non è l’infernooooooooooooo…nananananana, nanananana, nananananaaaaaaaaaaaa”);
- autori autorevoli (Giuliano dei Negramaro per Malika AyanE, Bianconi dei Baustelle, Silvestri, Gazzè, Pacifico e Gianna Nannini per Mengoni); giuria di qualità (che non si vedeva da una vita);
- concorrenti che hanno saputo unire critica e pubblico: insomma, si sa che i brani di Sanremo non vengono mai trasmessi dalle radio nazionali (e Radio Italia non fa testo), e invece stavolta Fazio sembra aver azzeccato la formula del successo di Sanremo (nota negativa: la passerella di vip inutile per premiare le due canzoni…altra cosa inutile, a parer mio).
Chapeu.
Plauso alla Litti, che nella prima serata era agitatissima, ma si è poi ripresa alla grande, unendo la comicità con temi di attualità, come la violenza sulle donne; solo una critica: Lucianina, potevi anche vestirti meglio!
Ma vabbè, de gustibus.
Di questo Sanremo ricorderò:
- gli Elii (secondo posto meritatissimo) con i loro travestimenti e la canzone mononota;
- Mengoni perché lui è sempre figo, anche con un sacco di iuta e la sua interpretazione di Tenco;
- la coppia gay (è un po’ come il tizio che voleva buttarsi dall’impalcatura all’epoca di Pippo Baudo);
- ospiti illustri ma sorry…sconosciuti al grande pubblico (ripeto, ammiro la qualità);
- il balletto di Malika AyanE in “Cosa hai messo nel caffè”;
- La farfalla gigante della Littizzetto;
- il momento trash di Toto Cutugno, Littizzetto, Fazio e Armata rossa che cantano “L’Italiano”.
Meh. Viva l’Italia. E viva Sanremo.
Perché Sanremo è Sanremo. Parapa.
Very xD