sabato 20 ottobre 2012

Grey's Anatomy: quando la realtà supera la fantasia. O viceversa.

Uhm, ok. E’ il mio turno di scrivere boiate, giusto?
Peccato che io rispetto a Monica, sia la meno seria e quella che legge più libri frivoli che impegnativi. O almeno credo. xD

Mentre in Italia il giovedì sera va in onda X Factor, negli Usa sul canale ABC (che è un po’ come RaiUno dalle nostre parti) va in onda il medical drama Grey’s Anatomy.
Per chi non conosce questa serie tv, farò una piccola e breve sinossi (nonostante in 9 stagioni siano successe un bel po’ di cose, stile Beautiful o Sentieri): i protagonisti sono Meredith Grey e Derek Shepherd, rispettivamente specializzando e migliore neurochirurgo del mondo (really? L’ego del personaggio fa davvero paura!) che intrallazzano, nonostante sia vietato da una qualche strana politica ospedaliera, fino alla seconda stagione, all’arrivo della ex moglie Addison, ed ex-migliore amico Mark (perché è andato a letto con la moglie) di Derek. Questo piccolo teatrino (“mi ami? Allora lascia tua moglie”- “no, non posso lasciarla, è pur sempre mia moglie e io sono una persona ligia al dovere e alla fedeltà coniugale”, “io non posso farmi da parte, perché sono innamorato di tua moglie”) dura la bellezza di due stagioni, fino a quando Addison non esce di scena e Mark (dopo essersi scopato mezzo personale ospedaliero) si innamora della sorellina di Meredith, Lexie Grey, anch’essa specializzanda.
La storyline si evolve con le pippe mentali (roba da fracassare i marons e la testa al muro) di Meredith: “lo amo, ma non sono pronta a sposarmi” (infatti, ditemi voi se un matrimonio fatto con i post-it è valido!), “sono incinta, ma non glielo dico, perché è troppo impegnato” ( e infatti perde il bambino nella sparatoria della sesta stagione), “adottare un bambino? Come si tiene in braccio un bambino? Finirò come mia madre!” (la pessima madre è stata un grande chirurgo, inventrice del cosiddetto “divaricatore”). Accanto a loro, ruotano le vicende degli altri personaggi: Cristina, la migliore specializzanda del mondo in cardiochirurgia, allergica ai rapporti sentimentali, fino a quando incontra Owen, soldato tormentato, poi chirurgo del pronto soccorso e poi nuovo capo di chirurgia, e lo sposa perchè, dopo aver operato Derek con una pistola puntata alla testa da un pazzo che voleva farsi giustizia da solo perché la moglie era morta sotto i ferri, le sembra l’unica scelta sensata della sua vita. Peccato che poi esce incinta (e lei odia i bambini), abortisce contro il volere di Owen e lui si vendica tradendola. Meh.
C’è Alex, che ha la nomina (anche lui) di puttaniere, ma che in realtà è solamente una maschera per non soffrire, perché ha il brutto vizio di affezionarsi troppo alle persone che poi, puntualmente lo lasciano, come la Jane Doe della quarta stagione (che si è rivelata essere una psicopatica) e Izzie Stevens, la specializzanda bionda che prima soffre dei pregiudizi della gente perché è bionda, poi stacca il respiratore ad un paziente di cui si era innamorata, poi scopre di avere un tumore della pelle che si è esteso al cervello e le provocava allucinazioni (come fare l’amore con il fantasma del paziente innamorato), sposa Alex e poi scappa da Seattle, indicando un’uscita di scena alquanto anomala, che ha lasciato i fans con l’amaro in bocca, tante domande e nessuna risposta (è guarita dal cancro? Ha divorziato da Alex? Che fine farà la sua carriera medica?) solamente perché l’attrice, Katherine Heigl, ha chiesto un compenso troppo alto in quanto nuova stella nascente di Hollywood.
Tra gli ultimi specializzandi, troviamo George, uno dei personaggi più inutili della storia dei serial tv (la sua funzione era quella di tappabuchi), i nuovi (ma non troppo) arrivati Jackson e April (salverei solo il primo perché è un figo della madonna!), e Lexie, che forse era una dei più intelligenti come personaggi, che però è morta insieme all’amore della sua vita Mark, in un incidente aereo.
Un personaggio degno di nota, è la Torres, chirurgo ortopedico molto innovativo, prima era etero, ha sposato George, ma l’ha tradito con Mark, poi è diventata lesbica, sposandosi con la pediatra Arizona Robbins (che ha perso una gamba nell’incidente aereo), è andata di nuovo a letto con Mark, è uscita incinta e si è ritrovata con la famiglia allargata stile Cesaroni.
Dunque, GA è in stile Beautiful, e non mancano le tragedie che hanno sempre contraddistinto i finali di stagione (nel mondo delle serie tv si chiamano cliffhanger): Izzie stacca la spina del respiratore a un paziente; un uomo si fa giustizia da solo per la morte della moglie causando una sparatoria che ferisce gravemente Derek, e minando la già fragile sanità mentale dell’intero gruppo; Izzie combatte tra la vita e la morte mentre George, nello stesso istante, muore; Meredith scambia le cartelle di un trial sperimentale sull’Alzheimer per salvare la moglie del capo, mettendo a rischio carriera, matrimonio e adozione; l’incidente aereo: un aereo precipita su un’isola. Un momento! Ma non era Lost???
Shonda, sia chiaro e te l’ho detto pure su twitter: di aerei precipitati ce ne sta solo uno, ed è quello di J.J.Abrams. Ok?
Va bene allungare la serie tv, riempire le tue tasche di dindini e aumentare la tua popolarità, ma si arriva a un certo punto in cui bisogna dire: basta. I protagonisti di GA si sono evoluti (nel bene e nel male), non hanno più nulla da dire, sono tutti astri nascenti del mondo dorato di Hollywood: perché vuoi farci ancora del male?
Evidentemente sono masochista però, perché nonostante questo io, Grey’s Antomy continuo a vederlo.
E magari sperare che questa nona stagione sia solamente un lungo sogno di Meredith, che l’incidente aereo non sia mai avvenuto, che Mark e Lexie non siano morti, eccetera eccetera.

Non c’è che dire, nonostante alcune puntate siano state surreali, Grey's Anatomy attira, ti ammalia con la bellezza dei protagonisti maschili (qualche nome a caso: Patrick Dempsey, Eric Dane, Jesse Williams, Jeffrey Dean Morgan), ti incanta, con le seghe mentali dei suoi personaggi e i loro caratteri che, nonostante siano passate nove stagioni e sette anni, non sembrano essere mutati. E Shonda questo, sembra averlo capito.

Piccola chicca: Il titolo di Grey's Anatomy gioca sull'omofonia fra il cognome di Meredith, Grey, ed Henry Gray, autore del celebre manuale medico di anatomia Gray's Anatomy (Anatomia del Gray,davanti a cui mi inchino profondamente).
Il Seattle Grace (la cui pronuncia è identica a "Grey's") è invece il nome dell'ospedale nel quale si svolge la serie.
Ma cosa ancora più figa è che i titoli dei singoli episodi sono invece anche i titoli di una o più canzoni
, con una soundtrack di nicchia.
E questo, miei cari lettori, è un enorme punto a favore.


Alla prossima,

Very.

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